INDICE
NUMERO QUATTRO

 
.................................................................

 

 

 

Specillum
Buon compleanno, editoriale di Manuela Barban

Un anno fa usciva il numero Zero di Carie.
Panico. In un anno è successo davvero tanto come faccio a raccontarlo senza essere troppo didascalica? Il lettore cariato non è uno che si beve un pippone autocelebrativo, oramai lo abbiamo abituato bene: bisogna dare qualità. Sarebbe bello fare un racconto su Carie invece dell’approccio classico con l’onesto elenco dei racconti con un minimo commento. Già, sarebbe bello ma io da sola non ce la faccio.
Ma noi siamo una redazione, un team, un gruppo coeso: WhatsApp, grazie di esistere!

[continua a leggere]

 

Denti spezzati

Partiamo da una riflessione. In redazione ci siamo chiesti: la letteratura ha (ancora) una funzione sociale?
Ormai lo sapete, Carie è nata dal desiderio di dare voce a chi, altrimenti, sarebbe
rimasto inascoltato. Abbiamo così raccolto storie e immagini. Ma oggi, dopo un anno in cui siamo cresciuti e il nostro seguito è aumentato, crediamo sia necessario fare di più.


[continua a leggere]

 

 

 

Dente d'oro
1974, di Alessandro Zannoni

La casa della zia è l’ultima del paese, tra la casa della zia e la sua ci sono centocinquanta metri, quattrocentododici passi in discesa, il ponte sul canale da attraversare, la vecchia scuola. E il bosco.
Anche se c’è ancora luce passare davanti al bosco fa paura.

[continua a leggere]

 

 

 

Dente d'oro
Caramelle dagli sconosciuti, di Monica Coppola

Eravamo di nuovo occhi negli occhi, io e lui.
I miei, due mandorle vivaci; i suoi, due olive di un verde innaturale.
Uno sguardo strano, quello del ghepardo color papaya che mi fissava dalla giungla di piastrelle su cui mia madre lo aveva appiccicato.


[continua a leggere]

 

 

 

Fuori dai denti
A su lado, di Santiago Eximeno

Por segunda vez en lo que va de noche, llora. Antonio tarda menos de un minuto
en levantarse de la cama y acudir al cuarto de María, su hija, pero cuando entorna
la puerta ella ya ha callado. Como siempre. La misma rutina que se repite todas las noches desde que encontró a Alicia en la bañera.

[continua a leggere in lingua originale]

Per la seconda volta durante la notte, piange. Antonio non ci mette neanche un minuto ad alzarsi dal letto e precipitarsi nella stanza di Maria, sua figlia, ma quando oltrepassa la porta ha già smesso. Come sempre. La stessa storia che si ripete tutte le notti da quando ha trovato Alicia nella vasca da bagno.

[leggi la traduzione in italiano]

 

 

 

Dente avvelenato
Montroz, di Manuela Barban

Odio queste montagne. Mi si chiudono attorno, mi levano l’aria. Odio il buio che c’è qui e il freddo cattivo che morde attraverso i vestiti. Stanotte il silenzio è fastidioso, non riesco a dormire. Il letto è troppo caldo e questo piumino pesante schiaccia le ossa.
Forse ho la febbre, le gambe tremano anche se ho caldo.


[continua a leggere]

 

 

 

Dente avvelenato
Un compleanno tra amici, di Matteo Vabanesi

Non era tardi, ma l'umidità aveva già preso possesso di buona parte della piazza. Piccoli gruppi stazionavano ancora sotto le arcate, nonostante la sera avesse già assunto un'aria autunnale.
Alcuni arabi erano presi da chiacchiere dai suoni incomprensibili, altri parevano lanciarsi in discussioni animate; qualche afrikans indugiava vicino a una macchina ascoltando musica di paesi lontani, mentre un gruppo di chaina era intento a scaricare pacchi da un camioncino che conteneva tanta merce quanto un cargo proveniente dai sette mari.


[continua a leggere]

 

 

 

Impianti
Come diventare un personaggio controverso, di Irene Russo

Devi essere cinico, spietato, magari coinvolto in omicidi, colluso con la mafia, ma anche un personaggio umano: sarai afflitto da lancinanti mal di testa, un marito affettuoso, un cristiano pentito, in qualche modo una persona simpatica e divertente.
Se sei una donna, lotterai per i diritti femminili, ma poi sarai ospite fissa a Forum su Rete 4.
Fai arrestare Gesù, chiedigli cos’è la verità, non condannarlo, lascia al popolo la scelta e intanto cerca di governare la Giudea nel migliore dei modi per 17 anni, mantenendo ordine e pace.


[continua a leggere]

 

 

 

Fatina dei denti
Nebbia, di Chiara Beretta

Guida con estrema lentezza sulla strada di campagna che conosce a memoria. Non può vederlo, ma alla sua destra un fossato non molto profondo corre lungo la solitaria striscia di asfalto per qualche chilometro. A sinistra, ugualmente invisibili, ci sono solo campi, sterpaglie e qualche albero spoglio. È un paesaggio di una certa bellezza, in realtà, se si ha la fortuna di attraversalo quando è incendiato dai raggi obliqui del sole. Ma non è questo il caso. È gennaio. La nebbia nasconde ogni cosa. È in ritardo per la cena.
Oggi compie cinquant’anni.

[continua a leggere]

 

 

 

Fatina dei denti
Toto erras via, di Flavio Ignelzi

Con i rotoloni asciugatutto si asciuga veramente tutto. Anche le lacrime.
Guglielmo se n’è appena andato e io siedo in un angolo del letto, a piangere.
L’ho visto rispondere con aria preoccupata alla telefonata (a quella telefonata), l’ho visto rinchiudersi nel bagno a discutere (una delle cose più odiose che potesse farmi), l’ho visto uscire con la faccia rassegnata, l’ho visto rimettere in valigia pigiama, camicia, spazzolino, l’ho visto salutarmi con un bacio sulla guancia e gli occhi bassi.

[continua a leggere]

 

 

 

Fatina dei denti
L'onda, di Luisa Pellegrino

Il giorno che iniziò a piovere, non si sapeva che non avrebbe smesso. C’erano stati dei morti ovviamente. Nessuno sapeva che la pioggia non sarebbe cessata mai.
Paola, che abitava al ventesimo piano di un grattacielo, aveva visto salire l’acqua finestra dopo finestra. Per qualche tempo si era fermata al quinto. I condomini del palazzo erano riusciti a correre ai ripari ricoprendo le pareti interne dello stabile con una guaina e avevano creato uno scolo in un giardino dove c’era un grande orto pieno di buche. Lo sturavano ogni volta che il livello dell’acqua si alzava di un metro.


[continua a leggere]

 

 

 

Fatina dei denti
Il Santo Graal, di Sylvie Freddi

Seduto sul trono, mentre si tirava un lungo pelo bianco che gli usciva dal naso, il re osservò il pulviscolo grigio che si era innalzato di fronte a lui per la caduta di un grosso calcinaccio. Dal corridoio arrivò un rumore di pentole sbatacchiate che si fece sempre più vicino fino a che apparve un uomo coperto da un’armatura metallica.
- Sire, anche la cuoca e il valletto se ne sono andati - disse il soldato cercando di rialzarsi dopo il dovuto inchino, la sua ferraglia era ormai arrugginita, specialmente nelle ginocchia e nei gomiti - siamo rimasti soli, non c'è più nessuno.

[continua a leggere]

 

 

 

Radici
La luce sulla collina, di Matteo Bertone

Quando gli ultimi due clienti uscirono dall’osteria, Lena diede una rapida occhiata in giro, poi spense le luci della sala e si mise alla finestra. Erano quasi le undici di sera e in cielo non si vedevano le stelle. La coppia si avviò verso la macchina parcheggiata sulla stradina facendo attenzione al ghiaccio.
Lena si accertò che non scivolassero, era sempre preoccupata che qualcuno potesse farsi male.

[continua a leggere]

 

Molari
Non Jacopo, di Silvia Pillin

Non si chiama Iacopo. È questa l’unica cosa che so della persona di cui sono innamorata.
E il fatto che Iacopo non sia il suo nome, potrebbe far pensare che si chiami Marco, Filippo, Amedeo. Ma la verità è che, per quel che ne so, sulla sua carta di identità ci potrebbe essere scritto Giada, Elisa o Isabella.

[continua a leggere]

 

Molari
La selezione, di Marco Mauro

Quella mattina avevo scelto la cravatta bianconera con zebra ricamata, in previsione della serata. Juventus-Torino, semifinale di coppa, biglietti esauriti da settimane. Ancora tre ore e poi dritti allo Stadium. Posti in tribuna, recuperati da Brondi.
La sfilai, il direttore tecnico era del Toro e quando c’era il derby, era noto, diventava iracondo e più vendicativo del solito.


[continua a leggere]

 

Dente del giudizio
Bite, di Chiara Nobilia

Sei nato nella mattina in cui i quotidiani nazionali titolavano cubitalmente circa l’ergastolo di “Don Tano Seduto” Badalamenti, condannato a ventiquattro lunghissimi anni dopo aver suicidato Peppino Impastato, questione di cui quel fulgido stronzo di tuo padre si disinteressava ampiamente e di cui quel  soprammobile di tua madre, bambolina infarcita di mielosità sentimentali a prezzo stracciato, non aveva neanche una embrionale percezione.


[continua a leggere]

 

Zanne
Sull'asfalto, di Fabio Scibetta

Nessuno pensava ai sindacati. O comunque, nessuno in quel momento ne parlava. Certo è che la loro condizione era più interessante per uno studioso dell’inferno dantesco che per  un portavaligietteinpelleconcravatta. La condizione. La loro condizione: una nuvola appiccicosa e nauseabonda che si portavano dietro come un angelo custode. Il tutto accompagnato da una colonna sonora esasperante: un boato trattenuto e continuo, contornato da uno sferragliare da far stridere i denti


[continua a leggere]

 

Zanne
Lui, di Annalisa Lunardi

Ora mi ammazza!
Questa volta lo fa davvero.
Anche se, prima, mi deve trovare.
Mi scappa la pipì, ma resisto.
Ho trovato il nascondiglio perfetto perché ho disobbedito; non si deve andare in solaio, Lui non vuole, non so perché, è vietato, questo basta, ma non c’è un altro posto in questa casa dove si possa stare soli; siamo in troppi.


[continua a leggere]

 

 

In sala d'attesa
Sciacqui pure, di Ilaria Carretta

Se ci pensa non manca poi molto. Tutto sommato già da settembre l’atmosfera è
quella. Poi basta guardare nei supermercati: c’è già il panettone!
È anche vero che negli ultimi anni abbiamo preso a festeggiare il giorno dei morti
come in America e quindi ci sono anche gli addobbi di Halloween, ma comunque non manca poi chissà quanto.

[continua a leggere]