INDICE
NUMERO SEI

 
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Specillum
Guida a una corretta lettura della rivista,
editoriale di Paolo Battaglino

Mettete a scaldare poca acqua in un pentolino.
Prendete in mano la rivista, apprezzatene le dimensioni auree, la testata e il sottotitolo, così accattivanti, l’illustrazione della prima di copertina.

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Dente d'oro
Il figlio, Sara Lorenzini

C’è la neve a Cincinnati e fuori è ancora buio. Robert ha aperto gli occhi. Aspetta che scatti la sveglia. Guarda i numeri rossi accesi sul display della radio. Alle 5:15 si gira verso l’altro lato del letto, allunga un braccio sul cuscino intatto e la spegne. Non l’ha mai spostata da lì, dal comodino di sua moglie. L’avevano comprata con i saldi, in un grande magazzino fuori città.

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Dente d'oro
Come mi vuoi, Marilena Votta

Anno della fame 3028.
Siamo nati in provetta, a volte frutto di esperimenti. Siamo cresciuti senza molte speranze. Il luogo dove abitiamo lo chiamano Nido. E veniamo invitati ad andarcene quando diventiamo capaci di riprodurci.


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Impianti
Carote, Alessandra Minervini

La prima settimana delle carote è autoreferenziale. Dieci. Venti. Trenta volte confermerò che non esiste altro cibo al di fuori delle carote. Deambulo davanti allo specchio del bagno, ripetendo il mantra d’istinto.

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Molari
Da qualche parte tra Glasgow e Southampton,
Francesco Scarrone

Saranno state, che ne so, le due di notte. Potevano essere le due di notte? Diavolo che potevano. Saranno state le due di notte quando entrai nel bar. Il neon era acceso e si vedeva a miglia di distanza, ma anche se non avessero avuto il neon, quando sono le due di notte e hai sete, stai tranquillo che l’unico bar aperto nel giro di tre chilometri non te lo lasci scappare.


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Molari
Se vuoi, puoi, Emilio Sola

Una sera chiamai Don. Avevo bisogno di parlare con lui. Don era un amico, di quel genere di amici che quando te ne stai lì a detestare te stesso e la tua vita, li chiami e loro sono disposti a trascorrere volentieri un po' del loro tempo in tua compagnia. Eravamo cresciuti insieme lì nello stesso quartiere, io e Don.


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Molari
Chiaro, anzi cristallino, Fabio Sontacchi

Una mia fervida convinzione è che la trasparenza sia una vera e propria virtù.
Prendete Franco: cinquantotto anni, prossimo alla pensione, riporto ruggente, pancia latitante e sorriso smagliante. Giunge in negozio con passo da cerbiatto e scimmia sulla schiena. Scimmia che poi ti rendi conto essere Luca, il figlio adolescente con pantaloni cadenti e cellulare alla mano.


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Fuori dai denti
Solal, Michael Uras

Il y a un être que je redoutais encore plus que ma femme, c’était Solal, mon fils. Un bonhomme de neuf ans, lunettes rivées sur le nez, un premier de la classe en puissance. Le genre d’élève à mettre en difficulté ses professeurs.

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C’era una persona che temevo ancora più di mia moglie ed era Solal, mio figlio. Un ometto di nove anni, gli occhiali calcati sul naso, potenzialmente un primo della classe. Il tipo di allievo che mette in difficoltà i professori.

[leggi la traduzione in italiano]

 

 

 

Dente del giudizio
Lo scambio, Rossana Rotolo

Luca pedala sulla sua bicicletta.
Veloce, sempre più veloce, mentre il paesaggio gli corre accanto. La casa di Stefano a destra, quella di Paolo sulla sinistra. Il giardinetto dei drogati.
- Ehi tu, dove scappi? C'hai fretta?
- Lasciatelo in pace è solo un bambino.
- Stai zitta! Dove hai messo il fuoco?

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Dente del giudizio
Oltreconfine, Pietro Vizpara

Si tappò le orecchie e cercò di ricordare l'ultima volta che aveva visto un treno e poi saltò e pregò di non farsi troppo male.
Aveva sedici anni, gli occhi pieni di film e nessuna idea di dove andare.
Aveva vissuto gli ultimi sei mesi in macchina con il cane del padre e i vestiti della madre e si sentiva addosso l'odore di entrambi.


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Dente del giudizio
Diritto di resistenza, David Valentini

Due giorni prima che lo psicologo del liceo mi rovinasse la vita, papà aveva mollato il suo lavoro.
Per anni si era svegliato la mattina all’alba, aveva mangiato da solo in cucina, era uscito prima delle sei e bruciato due ore sul treno per Roma; per anni era rientrato la sera quando tutto era finito e l’unica cosa che restava da fare era piazzarsi davanti alla tv in attesa che il sonno dei giusti lo cogliesse.

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Canini
In pasto alle iene, Massimo Lapolla

Mi avevano detto che ridevano davvero. 
Non ci avevo mai creduto fino in fondo.
E, invece, ridevano. Eccome.

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Dente da latte
Birdwatching, Patrizia Comino

C'era una volta una casa sull'albero in cui non viveva nessuno. Era un bel po' malandata e ammuffita. Ci andavano solo ogni tanto degli appassionati di birdwatching per spiare la vita segreta di ghiandaie, tordi e frosoni che mandavano loro maledizioni in uccellinese puntualmente scambiate per cordiali saluti volatili

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Zanne
Godzilla, Francesco Cavallo

Conobbi Mei Ling che già viveva con Godzilla da un po’.
Era magra e aveva il colorito più pallido che avessi mai visto. Portava i suoi trentacinque anni come una vecchia che si curva sotto un peso troppo grande; non doveva aver avuto una vita facile Mei Ling. Però nessuno ne sapeva nulla e d’altra parte del suo passato non ne parlava mai.


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Zanne
Andiamo al mare, Dabro

Certe mattine non so dove finisco io e dove inizia mio padre. L'esordio del risveglio è la sua schiena pelosa insaccata in una canottiera bianca. Sto a guardare per dei minuti interi i suoi peli a fil di ferro che bucano il cotone, poi lui mi trascina nell'angoscia con un solo gesto: gli occhiali unti raccolti dal comodino e inforcati sul naso


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Fatina dei denti
Non un botanico, Pietro Patrizi

Non aveva alcun senso, eppure era lì. Un fiore. Conficcato nel terreno rosso, come se qualche hippy woodstockiano fosse arrivato su Marte prima di lui per poterlo reclamare in nome di chissà quale droga.


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Incisivi
Merenda con Hermès, Silvia Lanfrancotti

Di solito la mattina, quando Luca e i bambini sono usciti, la casa mi sorride. Da sola in accappatoio, metto un po’ di musica e con la calma necessaria mi preparo. Così, come sempre, anche stamani scelgo un CD. Gershwin, Rapsodia in Blu. La lunga nota iniziale mi riempie il respiro. La casa però non sorride.

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Incisivi
Nudo e Crocefisso, Sara Pistidda

Se c’era una cosa che detestavo più di ogni altra al mondo era il modo che aveva lei di svegliarmi al mattino. Mi si spalmava addosso con movenze sensuali, fingendosi ancora addormentata.


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Incisivi
Il Post, Valeria Caravella

Io sono una ragazzina ina ina e vorrei mostrarvi la mia mutandina ina ina. Mi piacerebbe sedermi a tavola e recitare questa filastrocca a mamma e papà. Oh mamma, oh papà. Ma che razza di genitori siete?


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Aliti
Aura, Andrea Colosimo

La collina più alta di Torino. Non poteva che essere questo, il posto giusto. Ho aspettato tre giorni, Aura, perché anche il momento fosse quello giusto.
Ho imparato, ho imparato il tempismo.


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Corona
Uomini all'asta, Giuseppe Della Misericordia

Tin! Tin! Tin...
Il bambino smise di battere ritmicamente sul parapetto in ferro e rimase così, con la bocca spalancata dalla sorpresa e il cucchiaino levato verso il cielo azzurro, stretto nel piccolo pugno.


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Corona
Parole e patate, Luca Hopps

Alfonsina
Ci sono quattro misurini in alluminio per il latte.
È caldo il latte di Lucia e Floriana. Le mie mucche. Va be’, sono di papà. Ma io a Goran gli dico che sono mie. Il suo papà, Pold, ha una capra. Non si vende porta a porta il latte di una capra, mi dice papà.


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